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History

Il Grand Hôtel Billia, iniziativa lungimirante di un geniale imprenditore, il Cavaliere Stefano Billia, che lo battezzò con il proprio nome, è stato inaugurato di lunedì, il 15 giugno 1908. Da oltre 100 anni, pertanto, questa imponente struttura svolge un ruolo primario nel campo turistico e non solo in Valle d’Aosta, a conferma della perspicacia della visione strategica del fondatore, che d’altronde si era già lanciato in non poche iniziative analoghe in altre zone turistiche del Bel Paese.

Dapprima fu centro di attrazione turistico/terapeutica che beneficiava della rinomanza internazionale delle Terme, “passare le acque” si diceva, e ricetto di vacanze estive ed invernali in un contesto naturale di bellezza unica: richiamo privilegiato e quasi imprescindibile per le classi agiate, l’aristocrazia e l’alta borghesia dell’epoca, sulle tracce della predilezione che i membri di Casa Savoia avevano coltivato per la regione: la vacanza al Grand Hôtel Billia rappresentava una sorta di status symbol.

Poi, dopo le vicissitudini del periodo prebellico e bellico, in cui nella struttura si insediò anche per un breve periodo il Comando tedesco, il Grand Hôtel Billia fu nel 1947 sede della Casa da Gioco fino al 1957 e da allora a tutt’oggi supporto fondamentale di quello che divenne il Casinò più grande d’Europa.

A partire dal 1983 si arricchì di una sede congressuale di assoluta avanguardia sia in termini di dimensioni che di dotazioni tecnologiche, permettendo così di ampliare e diversificare – con una visione di straordinaria sagacia – il proprio target di clientela.

Tali sviluppi concorrenti e coerenti con l’evolversi delle abitudini e del mercato dimostrano – in contrapposizione apparente con la maestosità e la staticità della mole, sia pure ingentilita dalle guglie ardite - la duttilità e la malleabilità stupefacente di questa struttura.

Non ripetiamo qui le varie vicende che hanno movimentato la sua storia centenaria, però, almeno tanto importante quanto la storia delle origini e comunque quella passata è la cronaca degli ultimi tre lustri.

Gli anni Novanta iniziano con delle vicissitudini che coinvolgono la società privata che gestisce il Billia e la Regione che attraverso lo strumento della concessione condiziona l’attività del Casinò, tanto che il primo luglio del 1994 viene sancita la separazione ufficiale tra la gestione dell’albergo e quella delCasinò che da quel giorno sarà diretto da una gestione straordinaria in capo alla regione.

Il mosaico meticolosamente costruito, che a partire dagli anni Cinquanta ha permesso al sistema Saint-Vincent di fare uno straordinario salto di qualità internazionale, inizia a perdere tasselli. Manca un collante universale che favorisca la ripresa del disegno originario che, pur puntando a valorizzare le singole eccellenze, nello stesso tempo, le adattava sinergicamente ad una visione comune. In seno alla Gestione Straordinaria si percepisce chiaramente che gli interessi degli azionisti privati sono diversi da quelli della Regione che inizia a pensare agli strumenti per rompere quella sensazione di accerchiamento che vivono i gestori della Casa da Gioco. Il Casinò ricorda in qualche modo il villaggio gallico di Asterix che resiste nonostante l’assedio di Giulio Cesare e delle legioni romane. La Casa da Gioco, infatti, si trova a dover assecondare la passione dei giocatori incontrando oggettive difficoltà a promuovere e stimolare attività collaterali con le altre strutture che la circondano e che sono di proprietà del gruppo Lefebvre che nel frattempo ha acquisito il Grand Hotel Billia. Per rompere questa situazione di impasse serve un salto di qualità.

Un decreto regionale del 6 agosto del 2001 dichiara il Grand Hôtel Billia e il suo parco “di interesse particolarmente importante” e li pone sotto vincolo di tutela. E’ un atto fondamentale perché è un esplicito riconoscimento della valenza architettonica ed ambientale della struttura a cui anche eventuali piani di sviluppo od interventi di modifica e di ampliamento dell’immobile e delle sue pertinenze dovranno sottostare. Prende inizio, forse anche al di là della volontà delle parti, un percorso virtuoso che porta verso una soluzione positiva del confronto iniziato negli anni precedenti e che ha dovuto superare molteplici ostacoli di vario genere.

Un comunicato dell’agenzia di informazione Ansa del 9 settembre 2002 sembra confermare questa sensazione. Il titolo annuncia: “Gruppo Lefebvre vende beni Casinò S. Vincent. Accordo raggiunto con la Regione della Valle d’Aosta per oltre 67 mln di euro”. In realtà ci vorranno altri quattro anni per concludere la trattativa. Il Consiglio regionale, con la legge di assestamento di bilancio numero 15 del 3 agosto 2006, autorizza la Giunta Regionale a procedere all’acquisto del complesso immobiliare del Grand Hôtel Billia, del Centro Congressi, dei parcheggi e di altri cespiti, nonché la relativa azienda alberghiera in considerazione del primario ruolo strategico e dell’interesse che riveste il Grand Hôtel Billia per lo sviluppo in particolare della Casa da Gioco di Saint Vincent.

La Regione stanzia complessivamente 90 milioni che devono coprire non solo le spese per l’acquisizione ma anche gli interventi necessari al restauro, all’ampliamento di servizi ed al rilancio della struttura alberghiera con l’obiettivo di riportarla ai fasti ed agli splendori di quella che fu per molti decenni una delle primissime realtà del settore in Italia. La Regione affida alla Servizi Turistici Valdostani (STV), che già allora garantiva il servizio di ristoro all’interno del Casinò e che sarà trasformata in società per azioni controllata, per conto della Regione Autonoma Valle d’Aosta, interamente dalla Finaosta, la finanziaria regionale, la missione di acquistare e gestire il complesso immobiliare. Con tale acquisizione può ripartire quel disegno strategico che punta al rilancio complessivo del sistema Saint-Vincent.

La Giunta regionale pianifica un percorso a più tappe. STV, così, inizia a mettere in cantiere una serie di interventi necessari a riqualificare e ad arricchire i servizi e la funzionalità della struttura: accessi stradali, parco, rinnovo del sistema informatico e Pay tv, impianti elettrici, tecnologici ed audiovisivi dell’Hotel e del Centro Congressi, nonché il rifacimento della facciata dell’ala tradizionale di stile liberty. Poi parte la gara internazionale a livello europeo per la progettazione della ristrutturazione che proprio nei giorni scorsi ha visto concludersi la prima fase con l’assegnazione provvisoria del progetto per la ristrutturazione del complesso alberghiero-congressuale del Grand Hôtel Billia, con interventi volti anche ad arricchire le strutture di una serie di servizi oggi mancanti o carenti quale garage sotterraneo, piscina coperta, centro benessere e centrale tecnologica.

Vi hanno partecipato ben 16 raggruppamenti di elevatissima professionalità sia a livello italiano che internazionale, a conferma dell’interesse e del prestigio di cui gode ancora questa struttura.

Le tempistiche di esecuzione possono oggi così sintetizzarsi: 300 giorni dalla data dell’affidamento definitivo per la realizzazione del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo al netto dei tempi necessari per l’approvazione dei progetti stessi da parte della committenza.

Evidentemente in questo arco di tempo l’attività sia alberghiera che congressuale non cesserà, anche se potrà probabilmente essere soggetta ad alcuni rallentamenti e ridimensionamenti, come avvenuto per gli interventi sinora realizzati.

Alcuni dei lavori di indubbia efficacia ed impatto sopra richiamati sono stati già completati: in primo luogo la già citata splendida facciata liberty, riportata ai fasti originali sia nei colori che nelle finiture, che, oltre a mettere in evidenza gli aggetti delle cornici e delle finestre, ha rivelato sia le insospettate ricche fasce decorate che la contornano, che i fregi pittorici sotto la tettoia e nel corpo centrale; inoltre sono stati ristrutturati alcuni locali interni quali il bar, un raccolto elegantissimo piccolo ristorante di prestigio arredato con pezzi originali creati ad hoc, la sala congressuale sede di questo incontro, che rappresenta tanto sotto il profilo delle soluzioni strutturali che degli impianti tecnologici ed audiovisivi il prototipo cui si presume si allineeranno tutte le altre di maggior dimensione che saranno successivamente realizzate per ricreare quello che tornerà ad essere nuovamente uno dei principali centri congressuali in Italia.

Ma anche nelle strutture e sistemi di minor visibilità, che avevano pesantemente risentito della progressiva obsolescenza imputabile all’impossibilità di ipotesi di rilancio (a solo titolo esemplificativo, sistemi e supporti informatici assai complessi perché destinati a dialogare anche con la Casa da Gioco), sono già state introdotte soluzioni avanzate debitamente collaudate in versioni personalizzate d’avanguardia.

Il Grand Hôtel Billia, oggi divenuto proprietà della Regione Autonoma Valle d’Aosta, entra pertanto, di fatto e di diritto, nel patrimonio istituzionale della Valle e diviene così una risorsa appartenente a tutta la comunità valdostana, affiancando ed arricchendo i tanti altri monumenti architettonici nati per altri usi poi decaduti ma almeno in parte riportati ad alto livello di dignità.

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